"Di tanto in tanto noi ci incontreremo -quando ci piacerà- nel bel mezzo dell'unica festa che non può mai finire"

da "Nessun luogo è lontano"-R. Bach

Pensieri fra l'erba alta

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...pensieri, emozioni, condivise o meno, gettate nella rete. Voglia di uno spazio mio, ma aperto a tutti. Pronto sempre ad accettare ogni commento, ogni critica, ogni occasione per imparare qualcosa.

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progenie di Babele

giovedì, 05 novembre 2009

Sentimenti sparsi.

Lei è in crisi. Grossa crisi sentimentale.
Non si fida. La delusione che ha vissuto è troppo grande e troppo recente.
Ed io non oso farmi avanti più di tanto. Essere esplicito.
Le tendo la mano, dicendomi pronto a starle accanto. Ma i suoi segnali sono piuttosto chiari: no. Non ora, almeno.
Io aspetto che venga il momento, con il solito timore che quando quel momento verrà sarà per un altro e non per me...


Scritto da Dianthus alle 11:35 Grazie per i commenti (2)
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lunedì, 19 ottobre 2009

Sopraffatto.

Quando credevo di farcela.
Devo invece constatare che il mio problema è più radicato di quanto credevo.
Ancora rinuncio ad una data di laurea. Deludo tutti ancora una volta. E soprattutto me stesso.
C'è una parte di me che ancora non funziona, ed è una parte importante se voglio uscire da questa stasi.
Non posso vivere così in sospeso.
Ora cercherò un lavoro (perchè a questo punto non posso farne a meno: api e musica sono cose belle ma che per ora non mi danno da vivere).
Non sto rinunciando definitivamente a laurearmi. Al contrario: non sono mai stato determinato come adesso.
Ma non posso più dare date, nè alla mia famiglia, nè ai miei amici di sempre, nè a voi, amici del blog, perchè deludere l'aspettativa è un dolore che va a sommarsi a  quello che già provo. La prossima volta che vi parlerò della mia tesi, vorrà dire che sarà stata firmata e consegnata. E che io avrò tirato il sospiro di sollievo più lungo della mia vita.


Scritto da Dianthus alle 10:05 Grazie per i commenti (5)
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domenica, 11 ottobre 2009

Mimetismo batesiano.

Oggi ho insegnato a mia sorella a distinguere le vere api dalle specie che ne imitano in maniera più o meno convincente la colorazione.
E' impressionante vedere come alcuni ditteri si siano evoluti per assomigliare alle api! Voi li sapreste distinguere?






Scritto da Dianthus alle 23:33 Grazie per i commenti (6)
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mercoledì, 30 settembre 2009

Una ragazza da conoscere meglio.

Che buffa ragazza.
Non bellissima, devo dire. Però interessante. Be', forse stimola semplicemente certe mie piccole perversioni. Ma non è l'aspetto ad essere buffo: è l'insieme del suo aspetto e del modo di parlare.
Sì, perchè a prima vista fa parte di quella categoria di fighette che frequentano il bar “alla moda” del mio paese. Il bar in cui non entrerei mai. Ammesso che mi ci facciano entrare.
Appena sotto la superficie però c'è qualcosa che uno non si aspetta. Per esempio non mi aspettavo che, durante il nostro breve viaggio in treno, mi avrebbe intrattenuto parlandomi delle sue api...


Scritto da Dianthus alle 16:09 Grazie per i commenti (5)
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martedì, 29 settembre 2009

Inferno: che senso ha?

Torno ad affrontare un argomento teologico.
Questa volta vorrei trattare il problema dell'inferno, esponendo i punti secondo me contraddittori insiti nell'idea, interrogandomi sulla bontà, sulla giustizia e sull'utilità di una simile pena ed invitando tutti i lettori e le lettrici (posso vantare su questo blog una notevole presenza femminile), a dire la loro sull'argomento.
Ogni commento sarà ben accetto, ma vi chiedo un piccolo sforzo, anzi due: il primo è di essere rispettosi nei confronti delle idee di tutti (ma questo non dovrei neanche dirlo: finora sulle mie pagine vi siete comportati in maniera irreprensibile), il secondo è di impegnarvi a dare risposte articolate; commenti come "hai ragione", oppure "io però ci credo", aggiungono poche informazioni al dibattito, per cui vi prego di provare ad argomentare la vostra posizione spiegando, ad esempio, su quali punti vi trovate d'accordo o in disaccordo con me e per quali ragioni.

Uffa, che premessa noiosa! Veniamo al dunque.
Io non credo nella sopravvivenza dell'anima alla morte corporea, di conseguenza non credo nè nel paradiso, nè nell'inferno. Mentre però il paradiso mi crea pochi problemi dal punto di vista logico, l'inferno solleva controversie difficili da superare.
Alcune delle argomentazioni che porterò a sostegno della mia idea sono ben espresse in questo video, che invito tutti coloro che hanno tempo e voglia (e che conoscono un po' di inglese), a guardare.
Innanzi tutto definiamo il concetto di inferno. Visto che il concetto ha una lunga storia alle spalle durante la quale ha assunto significati e caratteristiche diverse, voglio qui limitarmi a parlare del concetto attuale di inferno accettato dalla maggior parte del cristianesimo.
Pur con qualche differenza la maggior parte dei cristiani, oggi, definisce l'inferno come un luogo più o meno fisico, nel quale un numero più o meno grande di persone patiranno per l'eternità indicibili tormenti (più o meno fisici).
Non tutti concordano sulle caratteristiche di questi tormenti e, se alcuni teologi parlano di vere e proprie fiamme, altri ritengono che la vera pena sia la lontananza da Dio.
In ogni caso si parla di sofferenza eterna, ed io mi limiterò ad usare questa definizione.
Innanzi tutto mi domanto se una simile istituzione sia da considerare "buona".
Per poter definire la bontà di un qualcosa credo che sia necessario confrontarlo con un sistema di valori morali. Sarebbe molto complicato discutere qui su come definire questi valori, per cui mi limeterò a fare appello al "buonsenso", inteso come la percezione che ha la maggioranza delle persone di ciò che è buono e ciò che non lo è.
Immaginiamo un genitore che stabilisse che il figlio debba seguire determinate regole, e che arrivato ad una certa età sarà giudicato in base a quelle regole: se le avrà rispettate o comunque avrà chiesto perdono per ogni infrazione avrà diritto a godere della sua eredità, altrimenti sarà incarcerato in una fredda cella, dove patirà atroci sofferenze per il resto della vita.
Considereremmo buono questo comportamento? Considereremmo buono quel padre? La maggior parte delle persone considererebbe questo comportamento tutt'altro che buono.
Perchè allora un comportamento simile viene attribuito da molti ad un Dio che si suppone essere quanto di più buono si possa immaginare?
La risposta, di solito, è la seguente: Dio è infinitamente buono, ma anche infinitamente giusto.
Allora proviamo a ragionare sulla giustizia della pena eterna.
Oggi definiamo come "giusta" una pena commisurata al reato commesso. Se il furto di una pagnotta fosse punito con l'ergastolo, questo non sarebbe considerato giusto. Ma a cosa è commisurata una pena eterna? Non riesco ad immaginare un crimine tanto grave da meritare una pena eterna. Nemmeno per il peggiore dei criminali nazisti.
Ricordo che il cardinale Tonini, parlando dell'inferno (mi pare fosse in una trasmissione di Vespa), disse: "Ma voi, Hitler, dove lo mandereste? Non lo mandereste all'inferno?".
La mia risposta è: no! Nemmeno dando retta ai miei istinti più bassi e vendicativi.
Perchè? Per via della questione dell'eternità.
Immaginiamo di prendere Hitler, di rinchiuderlo in una cella e di sottoporlo ad indicibili torture. Dopo poco tempo non resterebbe molto dell'uomo che, con gelida razionalità, ha disposto lo sterminio di milioni di persone.
Dopo poche ore di tortura avremmo di fronte un essere gemente ed implorante pietà.
Se noi, ignorando le sue suppliche, continuassimo a tormentarlo, la sua percezione della realtà comincerebbe a vacillare. Dopo alcuni giorni si manifesterebbero sintomi psicotici sempre più gravi, fino alla totale alienazione della sua mente. A quel punto che senso avrebbe torturalo ancora?
Sarebbe un atto sadico e ben lontano dalla mia idea di giustizia.
E, d'altra parte, chi ci dice che Hitler sia andato all'inferno?
E se invece, negli ultimi istanti della sua vita, mentre il veleno faceva effetto, si fosse sinceramente pentito delle sue azioni? Già: Hitler potrebbe essere in paradiso.
E magari Italo Calvino, in quanto non credente potrebbe essere andato all'inferno.
Per cui perlare di Hitler per giustificare l'esistenza dell'inferno, secondo me, ha poco senso.
Arrivo a parlare dei risvolti pratici dell'esistenza dell'inferno (insomma: della sua utilità).
Di certo assolve all'importante funzione di dare una destinazione alle anime che non potranno godere della presenza di Dio. Ma io mi chiedo: era necessario? Non sarebbe stato più semplice, per un Dio onnipotente, cancellare quelle anime dopo la morte, così come le aveva create, come sostengono, per esempio i testimoni di Geova? La creazione di un inferno non mi sembra una soluzione efficiente per questo problema.
Rimane la funzione di deterrente nei confronti dei peccatori. Ma anche in questo caso mi pare che la cosa non funzioni così bene. Innanzi tutto l'inferno può fare paura solo a chi ci crede, per cui sarebbe utile solo per dissuadere i cristiani dal commettere peccati. E poi, anche fra coloro che ci credono non c'è accordo su cosa bisogna fare o non fare per evitare la pena eterna, per cui l'esistenza dell'inferno non suggerisce di per sè un comportamento piuttosto che un altro.

Concludo quindi questa mia breve dissertazione (meno organica di quanto avrei voluto, ma non ho avuto molto tempo), affermando che l'inferno è a mio giudizio un concetto cui non possono essere attribuite caratteristiche di bontà, giustizia ed utilità. Penso che l'idea dell'inferno nasca da un'idea primitiva ed infantile di giustizia che di fronte all'evoluzione della società umana fatica a restare in piedi.
Queste sono le mie opinioni. Ho cercato di essere il più chiaro ed esauriente possibile, prego i commentatori di fare altrettanto. A presto!


Scritto da Dianthus alle 15:43 Grazie per i commenti (19)
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venerdì, 25 settembre 2009

Fantapolitica.

Potrebbe anche essere, no?
Brunetta: un individuo con un ego mostruoso, che non perde occasione per abbandonarsi a dichiarazioni apertamente offensive contro le più diverse categorie sociali.
Al di la del giudizio politico, credo che stia antipatico a tutti.
Probabilmente anche ai suoi. Che però lo lasciano fare.
Magari, anzi, lo spronano a continuare su quella strada.
"Vai Renato! Sei forte! Dinne quattro sulla sinistra 'elitaria e parassita'! Ehi, perchè non ci vai giù duro contro i lavoratori dello spettacolo?"
E lui non si tira indietro.
"La sinistra si liberi di questa elite di merda!"
"I musicisti vadano a lavorare!"

Io dico che vogliono un martire. Vogliono spingerlo oltre, finchè qualche nostalgico delle Brigate Rosse, o qualche facinoroso dei centri sociali non lo farà fuori.
E se questo non dovesse accadere, allora lo faranno loro. Pagheranno un qualche sicario della mafia o rispolvereranno qualche nostalgico dei Nuclei Armati Rivoluzionari.
Così potranno gridare: ecco il risultato del clima di odio creato dalla sinistra.
Fantapolitica? Può darsi.
Ma stai attento Renato... potrebbe anche essere, no?


Scritto da Dianthus alle 11:24 Grazie per i commenti (4)
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mercoledì, 23 settembre 2009

"È peggio di come credi."

Per ragioni di privacy tolgo dalla rete questo post.
La protagonista mi ha chiesto di mantenere la riservatezza sui fatti riportati e voglio rispettare la sua volontà.


Scritto da Dianthus alle 16:41 Grazie per i commenti (3)
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martedì, 22 settembre 2009

Eccellente!

Questo è un post scritto dalla piattaforma iobloggo.com ed importato su Splinder.

Il mio nuovo blog (Pensieri fra l'erba alta -2-), non è altro che un clone identico di questo. Per cui potete continuare tranquillamente a leggermi su Splinder, ed io continuerò a rispondere su Splinder ai vostri commenti. Diciamo che, se in futuro i problemi di questa piattaforma (di cui si parlava con CosmicDance nel post precedente) non dovessero trovare una soluzione, io so già dove andare...


Scritto da Dianthus alle 12:28 Grazie per i commenti (10)
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sabato, 19 settembre 2009

La nuova grafica di Splinder.

Lo so, lo so, sono un inguaribile abitudinario, ma mi piaceva di più quella vecchia.
Questa è troppo azzurrina, troppo evanescente.
E poi nel mio profilo risulta che ho 1927 anni. Ok, sono vecchio, ma così è un po' eccessivo.

Comunque questo è il primo post che invio dall'editor della nuova versione.
Alla nuova grafica mi abituerò, ma spero che riescano a sistemare i vari problemi.
Specialmente quelli relativi alla ricerca degli utenti per sesso, età e provenienza. Insomma: per chi, come me, usa Splinder soprattutto per cuccare, quello è un requisito essenziale :P


Scritto da Dianthus alle 18:47 Grazie per i commenti (12)
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giovedì, 17 settembre 2009

Ma porc...

Una sera della festa dell'uva ho incontrato in giro per il mio paese una ragazza che conoscevo quasi solo di vista e che sapevo impegnata con un chitarrista assai geloso, unica ragione per cui ai tempi avevo deciso di non tentare un approccio.
Vedendola sola ho subito voluto tastare il terreno, scoprendo, attraverso domande non troppo dirette, che si erano lasciati di recente.
È un'occasione da non perdere: mi attivo immediatamente. Trovo il modo per ricontattarla, lo faccio, la invito ad uscire. Contrariamente alle mie abitudini decido di essere estremamente diretto: non voglio dare segnali confusi o dare spazio a fraintendimenti.
La sua risposta? La mia proposta la lusinga e senz'altro sarà felice di rivedermi e scambiare quattro chiacchiere, ma nella sua vita c'è già un'altra persona.

Un mio antenato deve aver profanato la tomba di Tutankhamon, o qualcosa del genere.


Scritto da Dianthus alle 23:13 Grazie per i commenti (7)
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